“I coralli di Gioppino”

I coralli di Gioppino

Gioppino e i suoi coralli

Gioppino e i suoi coralli

Fra tutti i burattini dell’antica e ben radicata tradizione bergamasca Gioppino (Giopi’ de Sanga in dialetto bergamasco) e’ sicuramente il piu’ rappresentativo.
Difficile assistere ad una rappresentazione burattinesca del teatro dei burattini senza che Gioppino ne sia o il primattore principale protagonista o uno dei piu’ importanti personaggi della commedia stessa. La tradizione popolare e la memoria storica ritiene sia nato a Zanica, provincia di Bergamo da Bortolo Söcalonga e da Maria Scatoléra. E’ sposato con Margi’ della quale e’ follemente innamorato. Gioppino e Margi’ hanno un figlio di nome Bortoli’.
Completano la famiglia due fratelli di Gioppino, Giacomi’ e il piu’ piccolo Pissa’n braga e i nonni Bernardo e Bernarda.
Dalle nostre parti, nella citta’ di Bergamo , ma soprattutto nelle valli Gioppino e’ talmente conosciuto e popolare che il suo nome nel dialetto locale indica in generale come dato puntuale e indicativo tutti i burattini.
Un comportamento non esattamente urbano nelle forme e nei contenuti ancora oggi viene apostrofato con la frase “ fa mia ‘l giupi’”. Il burattino Gioppino e’ vestito normalmente con una tunichetta di panno consistente di colore verde con un’orlatura rossa e indossa un cappello.
Personaggio tipico del popolo ha un cuore grande e un linguaggio spesso e volentieri rozzo ed e’ sempre accompagnato da un grosso bastone che sopperisce all’ inutilità della dialettica nei casi di soprusi e sopraffazione da parte degli arroganti.
Argomento apprezzato in corso di rappresentazione da grandi e piccini.

Gioppino

Gioppino

E’ facilmente riconoscibile in quanto la sua caratteristica fisica immediatamente evidente sono tre grossi gozzi  (il fenomeno in questa area geografica era endemico) che non vengono da lui stesso visualizzati come un difetto ma come un qualcosa di cui esserne orgoglioso definiti “granate” o “coralli”. 

“La tiroide è un cuscinetto di tessuto di colore rosa che viene ad essere in contatto sia con la trachea che con l’esofago. E’ una ghiandola non munita di dotto secretore che versa direttamente nel sangue gli ormoni che hanno la prerogativa principe di regolare il tasso di sviluppo dell’individuo e il metabolismo. Il gozzo viene di conseguenza definito come la manifestazione evidente dal punto di vista visivo estetico di un disordine endocrino. Data la sua particolare e spettacolare, in certi casi evidenza, fin dall’antichità ha suscitato di volta in volta stupefazione e timore. Questa patologia è provocata da malattie, determinati difetti di sviluppo e le condizioni ambientali. Nel caso ultimo citato lo si definisce con la terminologia di gozzo endemico e dato che colpisce in misura rilevante una determinata popolazione è quasi sempre causato da una deficienza dietetica di iodio. Ai tempi d’oggi questa tipologia di gozzo può essere prevenuta e curata con l’assunzione di dosi determinate di questo elemento a differenza di altri periodi storici dove questo elemento era di difficile reperimento e questa condizione critica ha fatto si che il gozzo endemico è stato per secoli uno dei morbi più persistenti e diffusi che hanno afflitto l’intera umanità. Nel 1960 duecento milioni di persone ne erano affette. Si tratta di un sistema particolarmente sofisticato. Meccanismo in autoregolazione; l’eventuale eccesso di ormoni tiroidei nel sangue blocca l’attività dell’ipotalamo e dell’ipofisi, riducendo la secrezione dell’ormone tirotropo; quando invece la concentrazione la concentrazione di ormoni tiroidei è carente, l’ipofisi reagisce, secernendo una maggiore quantità di ormone tireotropo e ristabilendo così il normale quantitativo di ormoni tiroidei. I medici dell’antica Roma notarono che persino nell’individuo normale la dimensione della tiroide può variare in periodi di sollecitazione fisiologica particolare, come durante la pubertà e in occasione delle mestruazioni o della gravidanza delle donne. In particolare rilevarono che le circostanze emotive e fisiche attinenti all’attività sessuale iniziale delle giovani spose potevano provocare appunto l’ingrossamento della ghiandola. Da qui ebbe origine il rito antico di misurare il collo della sposa prima e dopo la prima settimana di matrimonio con n nastro cerimoniale: se la circonferenza risultava aumentata, le nozze si dovevano considerare consumate. Non appena i ricercatori ebbero cominciato a capire l’ecologia delle popolazioni gozzute, accertarono una correlazione molto stretta tra il gozzo e la possibilità di accesso al mare e, quindi, a una dieta alimentare ricca di iodio. Tuttavia la geografia del gozzo non è affatto semplice: mentre diverse regioni montagnose e d’entroterra non sono abitate da popolazioni gozzute, ci sono aree costiere che imprevedibilmente denunciano una forte presenza di gozzi. Si giunge così alla conclusione che elemento ben più strettamente correlato con l’incidenza del gozzo endemico, rispetto alla pura e semplice distanza dal mare, è il tenore di iodio del suolo fertile. Il gozzo di grandi proporzioni si osserva spesso nelle regioni in cui il gozzo è endemico. Si è avuta notizia di gozzi dal peso di un chilo e mezzo o due chili, talvolta penzolanti sul petto.

Gioppino

Gioppino

L’illustrazione mostra un tipico burattino della tradizione bergamasca, il più conosciuto Gioppino, facilmente identificabile per l’appunto a causa della presenza del gozzo elemento talmente visualizzato in alcune regioni da risultare elemento di tipizzazione nella cultura popolare. Nel caso del gozzo endemico si può parlare di un circolo vizioso. Le collettività povere a dieta alimentare invariata sono le più esposte alla disfunzione e le più vulnerabili alle sue conseguenti biologiche, sociali ed economiche. Laddove il  gozzo da carenza di iodio sia endemico a una data comunità umana, è molto probabile che anche gli animali domestici siano affetti da ipotiroidismo. Gli ovini gozzuti spesso sono poveri di lana; nei bovini il gozzo provoca la sterilità, una scarsa produzione di latte, vitelli scarni e e stenti; i cavalli gozzuti sono più deboli; le galline sofferenti di scarsa attività tiroidea danno uova con il guscio povero di calcio, con conseguente rottura delle uova stesse e accresciuta mortalità del pollame. le conseguenze dei mali che colpiscono il bestiame sono disastrose per la comunità povera la cui sopravvivenza dipenda quasi interamente dagli animali domestici. Prima o pi la scienza medica e le misure di sanità pubblica giungeranno a eliminare l’aspetto endemico del gozzo dovuto a carenza di iodio; c’è solo da sperare che quest’antichissima affezione benigna non venga soppiantata da una diversa disfunzione tiroidea, una disfunzione da era atomica, derivante dall’ingestione di rilevanti quantità di isotopi di iodio radioattivo dovuti al fall-out nucleare. lo iaodio si concentra nella tiroide, e qui la radioattività può danneggiare irreparabilmente le cellule interessate. lo studio sul gozzo endemico dimostra la gravità di questo pericolo potenziale e gli effetti che ne potrebbero scaturire a danno dell’evoluzione dell’intera umanità.”

tratto da (1)

 

 

Mappa mondiale delle aree di endemia di gozzo da carenza iodica (ombreggiate obliquamente) spesso circostanti a catene montuose (in blu), prima della effettuazione della iodio-profilassi nel mondo (da OMS, 1960).(1) 

 

(6) Mappa mondiale delle aree di endemia gozzigena da carenza iodica

Storia della legislazione in Italia sulla iodoprofilassi

  • 1909 e 1925: nascita delle prime iniziative volte alla correzione della carenza iodica in alcune aree della Val D’Aosta, Piemonte e Lombardia, regioni nelle quali erano stati documentati focolai di grave carenza iodica ed una elevata prevalenza di gozzo.

  • 1972: Viene emanato il primo provvedimento legislativo con il quale si autorizza ilMonopolio di Stato a produrre e porre in commercio, limitatamente alle zone dichiarate ad endemia gozzigena, sale da cucina fortificato con 15 mg di iodio/Kg di sale sotto forma di ioduro di potassio (Decreto del Ministero della Sanità del 15.2.1972; G:U: del 24.2.1972, n. 105).

  • 1977: viene emanato un secondo decreto che abolisce il vincolo di distribuzione del sale iodurato nelle zone di ricononosciuta endemia gozzigena e ne liberalizzava la produzione e la vendita in tutto il territorio nazionale (Decreto del Ministero della Sanità del 7.1.1977; G:U: del 28.1.1977, n. 26).

  • 1990: viene emanato un ulteriore Decreto che, oltre a permettere l’uso di iodato di potassio, aumentava il contenuto di iodio da15 a 30mg/Kg di sale (Decreto del Ministero della Sanità del 1.8.1990; G:U: del 1.9.1990, n. 255).

  • 2004: disegno di Legge per le patologie da carenza iodica; all’esame del Parlamento, le modalità di utilizzo e vendita del sale iodato per la iodoprofilassi. (3) (4)

Articolo in formazione

Link

(1) http://www.alfablack.it/iodio/morosini.html

(2)http://download.kataweb.it/mediaweb/pdf/espresso/scienze/1971037_5.pdf

(3) http://oer.unical.it/

(4) http://www.iss.it/binary/publ/cont/Profil.%20gozzo%20811-830.1203063427.pdf

(5)  http://www.bergamoestoria.it/pubblicazioni/quaderni/Quad4_malattie.pdf

(6) http://oer.unical.it/iccidd.htm

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3 Responses to “I coralli di Gioppino”

  1. aldo says:

    Articolo da leggere con attenzione

  2. aldo pietro says:

    Attenzione.
    In arrivo prossimamente nuove fotografie e se il tempo lo permette nuovi articoli.

    Aldo Pietro Gritti

  3. aldo pietro says:

    Nuovi burattini e nuove schede prossimamente in arrivo.
    Aldo Pietro Gritti

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